Nei giorni scorsi Cosseria ha avuto il piacere e l’onore di ospitare Leonardo Cavazzi, protagonista di un progetto unico nel suo genere: percorrere l’Italia in bicicletta, da Comiso (Sicilia) fino a Sondrio (Lombardia), 2.700 chilometri in 30 giorni. Un viaggio che non è solo una sfida sportiva, ma un vero e proprio pellegrinaggio contemporaneo, dove ogni tappa racconta un pezzo del nostro Paese.
Al centro del progetto c’è un elemento semplice e fondamentale: l’acqua. Dal deserto dei Monti Iblei ai ghiacciai delle Alpi, l’acqua diventa il filo invisibile che unisce comunità, paesaggi e storie, richiamando valori di rinascita, speranza e connessione tra le persone.
Questo viaggio assume un significato particolare nel 2025, anno del Giubileo, e guarda già alle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026: due momenti in cui l’Italia si racconta al mondo, portando con sé simboli di pace, incontro e collaborazione.
L’arrivo di Leonardo a Cosseria è stato un momento di emozione e condivisione. Abbiamo accolto un viaggiatore che porta con sé un messaggio di lentezza e di attenzione per i territori, che invita a guardare l’Italia con occhi diversi, più vicini alla sua storia, ai suoi beni naturali, alla sua identità più autentica.
A Leonardo va il nostro grazie per aver scelto di fermarsi da noi, per aver portato un pezzo di questo grande sogno nella nostra comunità e per averci ricordato che ogni strada, se percorsa con passione e rispetto, può unire più di quanto separi.
Buona strada, Leonardo. Cosseria tifa per te.
Nella prima immagine, davanti al Municipio di Cosseria, Leonardo Cavazzi (secondo da sinistra) insieme alla signora Zofia, moglie di Luciano Berruti, al Sindaco Roberto Molinaro, e al figlio di Luciano, Leszek Berruti. Insieme a loro un compagno di viaggio di Leonardo.
Luciano Berruti è stato un appassionato leggendario del ciclismo d’epoca e fondatore del Museo della Bicicletta a Cosseria.
Icona dell’Eroica, la celebre corsa su strade bianche, era riconoscibile per i suoi baffi, il sorriso contagioso e le biciclette d’altri tempi. Con la sua passione ha custodito e celebrato lo spirito romantico e autentico del ciclismo eroico.